Ieri sera al Consiglio Comunale.
Febbre o non febbre debbo essere
presente. Non posso mancare all'evento del mese. Alle 16 comincia il fermento:
telefonate, sms, mail, facebook, twitter, whatsapp.
La convocazione del Consiglio è
prevista per le 19.
Alle 19.25 varchiamo la soglia
dell'aula consiliare. Appena entrati restiamo sbalorditi, improvvisamente
contagiati da un'epidemia di presenzialismo si materializzano sui propri scranni
17 consiglieri su 18, record stagionale.
Appena accomodati sulle tribunette
riservate al pubblico cogliamo l'argomento di discussione e tutto
diventa estatico.
L'addome si indebolisce, i fianchi
si contorcono e ci ritroviamo piegati in due dalle risate, con le lacrime agli
occhi. Ancora adesso ci si chiede se abbiamo sentito bene o se eravamo in preda
a delle allucinazioni, ad uno stato confusionale.
Questo è il quadro: a turno, alcuni
consiglieri prendono la parola per esprimere la loro gratitudine nei confronti
di quell'assessore appena dimessosi, per l'impegno profuso e per i grandi risultati ottenuti durante il
suo mandato(voglio sintetizzare, ma dovevate sentire gli elogi e i
complimenti).
C'è pure chi non manca di far notare
come tali risultati si siano ottenuti nonostante la grave carenza di risorse.
Insomma uno show.
Chiuso questo capitolo entra in
scena la LA QUESTIONE RIFIUTI.....
Anche in questo caso stesso gioco,
stesso copione. "Chi
la sparerà più Grossa?????"
Uno dei saggi interviene dichiarando che la situazione igienico
sanitaria di Carini andrebbe considerata un disastro ambientale, testualmente:
"la situazione è peggiore di quella dell'Ilva di Taranto".
C'è chi propone di fare un esposto alla procura della repubblica,
chi propone di dichiarare lo stato di calamità naturale, chi l'emergenza
sanitaria, il tutto condito da scenari inquietanti come la chiusura delle
scuole e degli uffici pubblici.
Insomma la fiera delle cazzate!
Su un fatto, però, erano tutti
d'accordo, e cioè che la responsabilità di tale situazione è da imputare
esclusivamente all'ATO, dimenticando che sono stati loro a votare "la
costituzione dell'ATO 1"(ci sono comuni come Marineo, che ne sono usciti).
Ma come in ogni pranzo della domenica che si rispetti, anche in
questo caso alla fine arriva "il dolce"; prende la parola il sommo,
il capo, colui che guiderà verso il futuro la nostra Città.
Con aria preoccupata, contrito e addolorato in viso comincia la
sua reprimenda nei confronti dell'ATO, considerato l'unico colpevole
dell'attuale situazione.
Il nostro “futurista” esordisce dichiarando testualmente: "io
ormai sono rassegnato, le ho provate tutte, ma niente. Questo poblema può
risolverlo solamente la regione". Siamo all'avanspettacolo puro.
La conclusione del suo intervento appare ancora più esilerante, degna del
maestro di vita "do nascimento".
In sostanza, il sopraccitato sommo, si vanta del fatto che,
nonostante l'ATO non raccolga i rifiuti e non fornisca il servizio
dovuto, lui e quindi l'amministrazione che rappresenta, "ha
sempre pagato i 7 milioni di euro all'anno, spettanti all'ATO".
Cioè lui decide che i cittadini devono pagare, anche se l'ATO non fornisce
alcun servizio!
Dopo due ore di antipolitica siamo stremati, gli occhi bruciano,
la nausea ci pervade e con dignità abbandoniamo l'aula.
Scusate se non abbiamo resistito fino alla fine.
VITO BORTIGLIO